Protesi mammarie ed aerei: anatomia di una leggenda metropolitana
Di tanto in tanto si rinnova la storia, ormai famosa, dell' attrice o della modella che, durante un volo in aereo, ha riportato la infelice complicanza dello scoppio di una protesi mammaria in conseguenza dello sbalzo di pressione in cabina. In realtà, si tratta di un' evenienza mai verificatasi, e che, per i motivi che seguono, difficilmente si potrà mai verificare.
Come è fatta una protesi
Esistono molti tipi di protesi, che differiscono per forma, volume, materiale impiegato ed anche per la qualità della produzione. I dati più importanti, tuttavia, sono comuni e sono rappresentati dal guscio, in silicone per praticamente tutti i tipi di protesi mammaria, e dal fatto che il contenuto della protesi non è sotto pressione o, per i tipi riempiti con soluzione fisiologica, sotto pressioni modeste. Il 90% delle protesi impiegate da qualche anno a questa parte, almeno in Italia ed in Europa, utilizza come materiale di riempimento un gel di silicone ad alta coesività, che non fuoriesce in caso di rottura del guscio e che, soprattutto, non è utile porre sotto pressione. Nel caso delle protesi con soluzione fisiologica, utilizzate quasi esclusivamente in America, il chirurgo è costretto a gonfiare il guscio fino, e spesso oltre, il limite indicato dal costruttore della protesi, e questo per compensare sia il fatto che questo tipo di protesi si "sgonfia" naturalmente nel tempo, sia l' effetto sgradevole che un guscio non perfettamente pieno causa, creando delle pieghe palpabili sotto la pelle.
Perchè non scoppia
Una protesi mammaria in buone condizioni può essere schiacciata e maltrattata senza che si causi alcun danno. Al limite, una protesi è in grado di resistere ad un ciclo di sterilizzazione in autoclave, dove è sottoposta ad alte temperature e a pressioni elevate, il tutto senza la protezione che il torace di una donna comunque assicura. In ogni caso, la cabina degli aerei di linea mantiene una pressione equivalente a quella che si trova a 1500 metri di altezza, con sbalzi modesti e graduali nelle fasi di decollo ed atterraggio. Se questo non dovesse bastare, si consideri che le protesi, prima di giungere al chirurgo, vengono normalmente spedite per via aerea, e viaggiano, come bagaglio, in una stiva non pressurizzata.
Qual è il rischio di rottura per altre cause
E' un dato clinico accertato che alcune protesi, una piccola percentuale del totale, vanno incontro a rottura dopo un certo periodo di tempo, richiedendo la sostituzione. Molto spesso la rottura della protesi, soprattutto per i tipi più recenti, non causa alcun sintomo, e viene riconosciuta solo se associata ad altre complicanze, come la contrattura capsulare. Va notato che, anche se non abbiamo dati certi sulla durata di una protesi, 10-15 anni sono considerati un valore minimo prudenziale ed attendibile. Prima di questo periodo, la rottura avviene generalmente per problemi non correlati all' invecchiamento della protesi, e tra questi è bene ricordare il rischio che la protesi sia stata inavvertitamente danneggiata durante l' inserimento, che è, in effetti, la manovra più rischiosa e delicata che il chirurgo compie durante la mastoplastica additiva.
Cosa succede se una protesi si rompe
Come già detto, molto spesso la paziente non si rende neanche conto dell' avvenuta rottura, per assenza di sintomi specifici. Nel caso delle moderne protesi con gel coesivo, inoltre, il silicone non fuoriesce dal guscio, e la forma della protesi non si modifica. La rottura di una protesi non comporta rischi particolari, ed anche la fuoriuscita del silicone impiegato nei modelli più vecchi non espone a patologie autoimmuni o neoplastiche, come per un periodo si era temuto. Di norma, una volta diagnosticata la rottura di una protesi, si procede comunque alla sua sostituzione, sia per motivi estetici sia per la frequente presenza di contrattura capsulare.
Conclusioni
A volte, storie dichiaratamente inverosimili stimolano la fantasia e vengono utilizzate da alcuni per ottenere una facile, sia pur momentanea, pubblicità. Lo scoppio delle protesi in aereo fa parte di diritto delle leggende metropolitane più diffuse, ma non dovrebbe causare preoccupazione in tutte le donne che hanno già, o pensano di avere presto, delle protesi mammarie. E' un dato obbiettivo che le protesi resistano benissimo a maltrattamenti estremi, incluse le immersioni subacquee in profondità.
