Protesi mammarie in polivinilpirrolidone (Hydrogel)
Storia
Subito dopo la sospensione cautelativa dal mercato delle protesi in gel di silicone (1992) fecero la loro comparsa molti nuovi materiali "alternativi", che tentavano di riprodurre le caratteristiche dei gel evitando i difetti delle soluzioni acquose (soluzione salina). Nel 1991 Ersek e Beisang proposero un gel "bio-oncotico" a base di idrocolloidi (prodotti che, se immessi accidentalmente in circolo, vengono eliminati dai reni senza essere metabolizzati). Il gel bio-oncotico (a base di polivinilpirrolidone, Hydrogel) prometteva una buona naturalezza della protesi ed una minore opacità nelle lastre radiografiche rispetto al silicone. Sono state prodotte due generazioni di protesi in polivinilpirrolidone. Nella prima (protesi Misti Gold) si verificarono problemi correlati all' aumento di volume delle protesi dopo l' impianto, a causa del riassorbimento di liquidi all' interno della protesi per effetto del gradiente osmotico. Nella seconda generazione (protesi Misti Gold II) i problemi legati al gradiente osmotico sono stati ridotti ma non eliminati, ed è emersa una aumentata tendenza alla formazione di contrattura capsulare.
Vantaggi
Maggiore radiotrasparenza rispetto al gel di silicone.
Svantaggi
Modificazione del volume delle protesi nel tempo, aumento della frequenza di contrattura capsulare, scarsezza di studi sui prodotti di degradazione del polivinipirrolidone.
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Indice della guida
- Introduzione
- Protesi mammarie con gel di silicone
- Protesi mammarie con soluzione salina
- Protesi mammarie a doppio lume (gel di silicone e soluzione salina)
- Protesi mammarie con gel di silicone e rivestimento in poliuretano
- Protesi mammarie con polivinilpirrolidone (Hydrogel)
- Protesi mammarie con olio di soia
