Protesi in gel di silicone ricoperte in poliuretano
Storia
Dopo i risultati insoddisfacenti ottenuti intorno al 1950 con protesi interamente costituite da spugne di poliuretano, nel 1970 Ashley introdusse le prime protesi in gel di silicone con guscio ricoperto da uno strato sottile di poliuretano (chiamate "Natural-Y"). I risultati iniziali furono molto buoni, soprattutto per quel che riguarda la ridottissima percentuale di contratture capsulari verificatesi (meno del 3%). Nel 1991, tuttavia, le protesi ricoperte con poliuretano furono ritirate dal mercato. Il rivestimento di poliuretano, infatti, può degradarsi dopo l' impianto e produrre per idrolisi toluene diisocianato (TDI) e toluene diamina (TDA), essendo quest' ultima potenzialmente cancerogena. Nel 1994 fu successivamente pubblicato il Risk Assessment Report preparato dal Center for Devices and Radiological Health della FDA (FDA CDRH) che, ipotizzando la completa degradazione del rivestimento in poliuretano, quantificava il rischio di cancro in un caso per 41 milioni di protesi impiantate. Nonostante ciò, le protesi in poliuretano non hanno trovato ulteriori sostenitori, nè produttori disposti a sviluppare ulteriori studi controllati.
Vantaggi
Notevole riduzione del rischio di contrattura capsulare.
Svantaggi
Rischio di carcinogenesi non ben quantificato per tutti i possibili prodotti di degradazione del poliuretano.
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Indice della guida
- Introduzione
- Protesi mammarie con gel di silicone
- Protesi mammarie con soluzione salina
- Protesi mammarie a doppio lume (gel di silicone e soluzione salina)
- Protesi mammarie con gel di silicone e rivestimento in poliuretano
- Protesi mammarie con polivinilpirrolidone (Hydrogel)
- Protesi mammarie con olio di soia
