Le protesi mammarie: storia, vantaggi, difetti
Fin dall' introduzione del primo modello di protesi mammaria in silicone (1964), i più svariati materiali di costruzione sono stati testati clinicamente, alla ricerca del prodotto ideale che fosse chimicamente inerte, non allergenico, non carcinogenico, resistente agli stress meccanici, impermeabile ai fluidi corporei, non irritante, producibile nelle forme desiderate ed infine sterilizzabile.
Dopo circa quaranta anni di impiego, tutte le protesi mammarie sono ormai costituite da un guscio esterno in elastomero di silicone, mentre esistono diverse possibilità di scelta, almeno teoriche, per quanto riguarda il materiale di riempimento interno.
Questo articolo descrive sei diversi tipi di protesi, alcuni dei quali non più in uso, che rivestono, o hanno rivestito, un ruolo importante nella storia e nella pratica clinica della mastoplastica additiva. Come già detto, il guscio esterno è per tutte in elastomero di silicone, mentre le principali differenze sono a livello del materiale di riempimento, del rivestimento esterno del guscio o della sua struttura. Per ogni tipo di protesi viene presentata la storia, i vantaggi e gli svantaggi principali rilevati nell' impiego clinico.
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Indice della guida
- Introduzione
- Protesi mammarie con gel di silicone
- Protesi mammarie con soluzione salina
- Protesi mammarie a doppio lume (gel di silicone e soluzione salina)
- Protesi mammarie con gel di silicone e rivestimento in poliuretano
- Protesi mammarie con polivinilpirrolidone (Hydrogel)
- Protesi mammarie con olio di soia
