Mastoplastica additiva e rischio di suicidio: risultati di uno studio

L' American Journal of Epidemiology ha recentemente pubblicato uno studio che dimostra un aumento del rischio di suicidio nelle donne che hanno effettuato una mastoplastica additiva. Lo studio ha suscitato molto clamore, ed è stato ripreso su numerose riviste e siti web. Purtroppo, assai raramente i dati sono stati riproposti nella loro interezza, ed il messaggio trasmesso è risultato completamente distorto.

Lo studio

Effettuato su 24.600 donne canadesi che avevano ingrandito il seno negli anni tra il 1974 ed il 1989, lo studio ha seguito le pazienti per un periodo di almeno 15 anni. Durante il corso dello studio, 480 donne sono morte per cause diverse, e la mortalità del campione è stata confrontata con il Canadian Vital Statistic Database, con lo scopo di evidenziare eventuali differenze.

I risultati

La mortalità delle donne con protesi mammarie è risultata sensibilmente più bassa di quella delle donne nella popolazione generale, esattamente del 26%. In particolare si sono verificate meno morti per tumore al seno o problemi cardiovascolari. Tuttavia, tra le cause di morte, il suicidio è risultato 73% più frequente che nella popolazione generale.

Cosa significa

Lo studio dimostra abbastanza chiaramente che, per ragioni da valutare, le donne che effettuano una mastoplastica additiva hanno un rischio di morte nei quindici anni successivi all' intervento sensibilmente inferiore alla media della popolazione. Le stesse donne hanno però un rischio di morte per suicidio sensibilmente più alto. Tutto questo può essere direttamente e soltanto dipendente dalle protesi mammarie? Verosimilmente no. Gli stessi autori dello studio hanno verificato la mortalità ed il rischio di suicidio in 16.000 donne che avevano effettuato interventi di chirurgia estetica diversi dalla mastoplastica additiva. La loro mortalità è risultata più bassa del 32% rispetto alla popolazione normale, ed il loro rischio di suicidio più alto del 55%. La spiegazione per la ridotta mortalità che si è riscontrata risiede quindi in due fattori: i pazienti che effettuano interventi di chirurgia estetica sono ovviamente in buone condizioni di salute generale o sarebbero rifiutati dal chirurgo, e le loro condizioni socio-economiche sono migliori della media, condizioni che determinano di per se stesse una maggiore aspettativa di vita.

Conclusioni

Lo studio canadese dimostra una volta ancora che le protesi mammarie non aumentano il rischio di cancro al seno o altre malattie mortali. Se si considera che la popolazione dello studio è selezionata in base ad un criterio che privilegia donne in buona salute e di superiore stato socio-economico non deve sorprendere che la mortalità sia inferiore alla media ed il rischio di suicidio più alto. Diverse pubblicazioni hanno dimostrato come il rischio di suicidio sia maggiore nella popolazione a reddito più alto. Per motivi che francamente ignoriamo, la massa dei media, lungi dal riportare la mancanza di effetti negativi nell'uso di protesi mammarie, ha semplicemente estrapolato l' aumentato rischio di suicidio dal contesto generale. Si sono anche visti siti web dediti alla vendita di pillole miracolose per l' ingrandimento 'naturale' del seno suggerire, sulla base della loro personale interpretazione di questo studio, come i loro rimedi fossero meno rischiosi e più efficaci della mastoplastica additiva. In breve, un panorama sconfortante, nel totale silenzio delle associazioni 'accademiche' di chirurghi plastici, che non hanno trovato il tempo per leggere lo studio canadese o, se lo hanno letto, non lo hanno capito.

Fonti bibliografiche

Mortality among Canadian Women with Cosmetic Breast Implants.
Paul J. Villeneuve, Eric J. Holowaty, Jacques Brisson, Lin Xie, Anne-Marie Ugnat, Louis Latulippe and Yang Mao.
American Journal of Epidemiology 2006 164(4):334-341
Consultabile gratuitamente a questo link: http://aje.oxfordjournals.org/cgi/content/full/164/4/334

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