Ingrandire i glutei: La gluteoplastica
Negli ultimi anni è notevolmente aumentata la richiesta di interventi che possanno ingrandire ed arrotondare i "glutei piatti", certamente in conseguenza della moda che invita ad indossare tanga e pantaloni a vita bassa. In questo specifico settore, tuttavia, la chirurgia estetica non ha ancora trovato una soluzione definitiva per tutti i casi, e l' intervento va attentamente programmato valutando le diverse alternative e le possibili complicanze.
La storia della gluteoplastica
Il primo ingrandimento dei glutei è stato eseguito
soltanto nel 1965, da Bartels che utilizzò per lo scopo una coppia
di normali protesi mammarie. Bisogna tuttavia aspettare fino al 1991 per
disporre di una statistica su risultati nell' arco di 10 anni (pubblicata
da Gonzalez-Ulloa) ed addirittura fino allo scorso aprile 2003 per leggere
su una rivista scientifica internazionale i risultati ottenuti utilizzando
protesi al silicone specifiche per glutei su 160 pazienti trattati nell'
arco di 15 anni.
Negli ultimi 5-6 anni, infine, ha fatto la sua comparsa la gluteoplastica
mediante lipofilling (trapianto di grasso prelevato da altra
sede corporea). Questa tecnica garantisce ottimi risultati con minimi
rischi, ma non è utilizzabile nei pazienti magri, e quindi non
può sostituire, nella maggior parte dei casi, il più complesso
ingrandimento con protesi.
Come si ingrandiscono i glutei?
Come appena detto, esistono due tecniche utilizzabili per ingrandire i glutei: la gluteoplastica con protesi, oppure la gluteoplastica con microinnesti di grasso autologo, prelevato dal paziente stesso (lipofilling, o più propriamente lipostruttura). Per ciascuna di queste tecniche di base esistono poi diverse varianti.
Perchè la gluteoplastica non è un intervento molto popolare?
Sebbene si esegua ormai da molti anni, l' ingrandimento dei glutei non ha raggiunto un' ampia diffusione nel mondo della chirurgia estetica, e sono pochi i chirurghi che lo eseguono. Nel 2002, su 1.620.502 interventi di chirurgia estetica eseguiti negli Stati Uniti da medici specialisti in chirurgia plastica, le gluteoplastiche sono state soltanto 614. Tra le ragioni per questa limitata diffusione bisogna sicuramente considerare la novità della procedura, ancora sconosciuta ai più, ma soprattutto il rischio di complicanze a seguito dell' impianto di protesi glutee, che non è trascurabile.
La gluteoplastica è rischiosa?
L' impianto di protesi glutee non gode di buona reputazione tra i chirurghi
estetici, sia per una frequenza piuttosto alta di complicanze, sia perchè
è stato a lungo eseguito soltanto in paesi con scarso controllo
della professione medica e bassa tutela dei pazienti. Solo recentemente,
con l' aumentare della richiesta per questo tipo di intervento, si è
potuto disporre di statistiche controllate che non sembrano confermare
la cattiva reputazione della gluteoplastica con protesi, e forse ne consentiranno
una maggiore diffusione nel prossimo futuro.
Diverso il discorso per la più recente tecnica di ingrandimento
mediante lipofilling/lipostruttura, che si è dimostrata estremamente
affidabile e sicura. In questo caso, tuttavia, la diffusione è
frenata dalla scarsità di pazienti idonei (è necessario
poter prelevare da altra sede corporea almeno 1.000 cc di grasso, circostanza
rara nella popolazione che richiede l' ingrandimento gluteo, normalmente
piuttosto magra).
[Continua a leggere -> La gluteoplastica con protesi]
Indice della guida all' ingrandimento dei glutei
1. Introduzione alla gluteoplastica
2. La gluteoplastica con protesi
3. Gluteoplastica con microinnesti adiposi
4. Gluteoplastica: tecniche a confronto
