Botox party: una moda da non seguire

Con eccezionale rapidità (considerato che in Italia i trattamenti ambulatoriali con Botox sono ancora vietati) molte riviste hanno cominciato a descrivere i primi Botox party organizzati nel nostro paese da chirurghi evidentemente intraprendenti. Un Botox party, in pratica, non è altro che una riunione con rinfresco, organizzata dal chirurgo o anche dagli stessi pazienti, in cui i vantaggi del trattamento delle rughe di espressione con tossina botulinica vengono esposti in un ambiente altamente informale e dove, soprattutto negli Stati Uniti, si può spesso anche immediatamente eseguire l' infiltrazione con Botox.

A chi conviene

Per essere più che chiari, va detto che chi ha la convenienza maggiore è proprio il chirurgo, per un motivo piuttosto banale: un flacone di Botox (piuttosto costoso, e sufficiente per diversi trattamenti) dura pochissimi giorni dopo il primo utilizzo, ed è intuitivo che raggruppare molti pazienti consente di ottimizzarne l' impiego. I pazienti hanno il solo vantaggio dell' ambiente informale, e del supporto psicologico "di gruppo".

Motivi per non partecipare

Il dott. Mark Gorney, amministratore di The Doctors Company (compagnia di assicurazioni americana gestita da medici per medici), ha recentemente pubblicato su Plastic Surgery News (rivista ufficiale della American Society of Plastic Surgeons) un articolo che espone le ragioni per cui i Botox party costituiscono un rischio, tanto per i pazienti quanto per il chirurgo (nel caso di procedimenti legali). In particolare il dott. Gorney ha sottolineato i seguenti punti:

  • L' atmosfera "di gruppo" non consente la compilazione di una adeguata cartella clinica per ogni paziente;
  • Non viene in genere preso nessun tipo di consenso informato al trattamento;
  • Anche quando il paziente firma un modello di consenso informato, la sua validità è certamente nulla, soprattutto in considerazione della frequente presenza di bevande alcoliche offerte durante queste riunioni e della mancanza di tempo per una corretta valutazione dei rischi;
  • L' infiltrazione con tossina botulinica richiede che il paziente sia tranquillo e fermo per un discreto periodo di tempo dopo il trattamento (per prevenire il rischio di diffusione ai muscoli vicini a quelli trattati). Questa condizione è praticamente impossibile da ottenere e controllare nell' atmosfera di un party;
  • L' assicurazione per i rischi professionali del medico, infine, potrebbe non coprire le procedure eseguite al di fuori di strutture mediche adeguatamente attrezzate.

La chirurgia estetica e le mode

La chirurgia estetica è enormemente esposta a mode e tendenze, ed è facile lasciarsi "catturare" dal giro delle riviste e delle trasmissioni televisive che promettono mirabilie senza alcun rischio. Il Botox party si inserisce di diritto nel lungo elenco di proposte con un alto contenuto di marketing ma con una valore medico modesto o nullo. Anche dal punto di vista economico, il risparmio (nei casi in cui c'è) per il paziente non è tale da giustificare la rinuncia ad un colloquio tranquillo ed esclusivo e soprattutto ad un trattamento eseguito in un ambiente adeguatamente attrezzato.

Riferimenti bibliografici

Gorney M. "Botox parties" - a serious coverage risk. Plastic Surgery News 13(5):2002

Link Utili

Home Page del sito dell' American Society of Plastic Surgeons

Home page del sito di The Doctors Company