Mastoplastica additiva gratis (per signorine disponibili...)
C'è un sito sul web dove potete sperare di ottenere una mastoplastica additiva completamente gratis. Anzi, il sito stesso vi dice che non solo l' ingrandimento del seno, ma anche i 'brazilian butt implants' (protesi glutee), i 'gummy bear implants' (protesi mammarie in gel ad alta coesività) e l' intera gamma degli interventi di chirurgia estetica è gratuitamente disponibile a poche, semplici condizioni.
Come funziona
Il sito (Myfreeimplants.com) è basato su un semplice schema: le donne possono registrarsi e pubblicare un profilo con foto, gli uomini possono anch' essi registrarsi e offrire compensi variabili (da un dollaro in su) in cambio di semplici prestazioni come invio privato di foto particolari. Non sembra esserci limite alle prestazioni che si può offrire in cambio di dollari, come lo stesso sito suggerisce. I signori che pagano per le prestazioni ricevute vengono definiti, nelle pagine di myfreeimplants.com, 'benefattori'.
I chirurghi
Non crediamo ci voglia molto a giudicare moralmente discutibile l' iniziativa di myfreeimplants.com, eppure non ci sorprende che i chirurghi siano accorsi numerosi a registrarsi sul sito, ansiosi di offrire i propri servizi a chi sia riuscita a raccogliere, con le sue prestazioni, fondi sufficienti. Considerato che il sito dichiara di produrre, al momento, una mastoplastica additiva gratuita al mese, ci sono forse più chirurghi che pazienti in lista di attesa. Non sorprende quindi, che myfreeimplants sia gratuito per le aspiranti pazienti, ma richieda una quota di associazione ai chirurghi che vogliono essere presenti nell' elenco disponibile sul sito.
Il futuro
Myfreeimplants.com sembra essere soltanto l' inizio. Molte società nel settore della chirurgia estetica stanno introducendo lotterie o competizioni con interventi in premio. Non sta a noi giudicare se questo sia corretto o sensato, ma colpisce, più che l' interesse dei pazienti, la corsa dei chirurghi plastici, o sedicenti tali, a partecipare a questi eventi. E' facile dare la colpa ai creatori delle iniziative, ma in fin dei conti non sono loro quelli che dovrebbero rispettare le regole dell' etica professionale...
Link utili
Data di prima pubblicazione di questo articolo: Giugno 2007
