Le complicanze della mastoplastica additiva
Ogni intervento chirugico comporta il rischio di complicanze che devono essere valutate in rapporto ai benefici che si intende ottenere. Alcune complicanze sono generiche, e si applicano più o meno a tutti gli interventi chirurgici (rischio anestesiologico, infezione, sanguinamento, ecc.), mentre altre sono specifiche per ogni procedura. Nel caso della Mastoplastica Additiva le complicanze dell' ingrandimento del seno con protesi mammarie in silicone sono state oggetto di studi approfonditi per diversi anni, e sono ormai ben conosciute. Sfortunatamente, la chirurgia estetica viene sempre più spesso proposta come un prodotto di largo consumo, e per ragioni di marketing poco spazio viene dedicato alla diffusione delle conoscenze in materia di rischi. Se state valutando una mastoplastica additiva vi consigliamo di leggere attentamente questo articolo, e di discutere i rischi dell' ingrandimento del seno con il vostro chirurgo, informandovi non solo sulla loro probabilità reale, ma anche sui trattamenti eventualmente necessari e sui costi aggiuntivi che potreste dover sostenere.
Rottura delle protesi mammarie
Le protesi mammarie non sono progettate per durare tutta la vita. Sebbene venga comunemente detto che la durata delle protesi in gel di silicone è di circa 10-15 anni, la rottura delle protesi può verificarsi prima o dopo questo intervallo di tempo. La rottura di una protesi mammaria di nuovo tipo in gel di silicone ad alta coesività può essere difficile da riconoscere, poichè la protesi rotta mantiene la propria forma. Al momento, tuttavia, nessuno studio ha evidenziato rischi legati al mancato riconoscimento della rottura di una protesi mammaria in silicone.
Cosa succede in caso di rottura
In caso di rottura di una protesi mammaria è necessaria la sostituzione o la rimozione completa, se non si desidera avere nuovamente delle protesi mammarie (in questo caso il seno potrebbe risultare svuotato e potrebbe essere necessaria una mastopessi per la correzione della forma).
Potenziali costi aggiuntivi
L' intevento di sostituzione delle protesi mammarie ha un costo simile a quello della mastoplastica additiva originale.
Contrattura capsulare
Una volta inserita, la protesi mammaria viene circondata da un sottile tessuto cicatriziale, comunemente definito capsula periprotesica. La capsula rimane normalmente molto sottile e soffice, tranne in alcune donne, che tendono a formare una capsula più spessa e con tendenza alla retrazione. Non sono note con esattezza le ragioni per cui questo accade e pertanto non è possibile garantire con certezza che il problema non si verificherà. Il rischio di contrattura capsulare (a volte definita assai impropriamente 'rigetto delle protesi') varia in base al tipo di protesi, alla posizione delle protesi, ed anche in base al verificarsi o meno di altre complicanze come ematoma o seroma. Nella maggior parte degli studi disponibili la frequenza di contrattura capsulare è compresa tra il 4% ed il 14% per la mastoplastica additiva estetica effettuata per la prima volta.
Cosa succede in caso di contrattura capsulare
La contrattura capsulare viene classificata in base alla severità in quattro diversi gradi (classificazione di Baker). Segni di contrattura capsulare severa (gradi 3 e 4 della classificazione) sono le modifiche di forma e dimensione della protesi, la durezza del seno, il dolore e la visibilità della protesi. Le contratture capsulari di grado lieve non vengono normalmente trattate, mentre per le contratture capsulari di grado 3 e 4 è necessaria la sostituzione della protesi mammaria con contemporanea capsulectomia (rimozione chirurgica della capsula periprotesica). Sebbene efficace in una buona percentuale di casi, la correzione chirurgica della contrattura capsulare comporta un alto rischio di recidiva (30-50%).
Potenziali costi aggiuntivi
Il costo dell' intervento di capsulectomia e sostituzione delle protesi mammarie è paragonabile a quello della mastoplastica additiva iniziale. Durante la visita preoperatoria con il chirurgo è altamente consigliabile chiedere se il costo di revisione in caso di contrattura capsulare è compreso nel costo dell' intervento, e per quanto tempo verrà fornita questa copertura.
Infezione
Sebbene l' infezione sia una complicanza generica di ogni intervento chirurgico, nel caso della mastoplastica additiva la presenza delle protesi può complicare il decorso ed il trattamento. Il rischio di infezione è basso e principalmente limitato alle prime settimane dopo la mastoplastica, ma alcune circostanze (in particolare piercing ed allattamento al seno) potrebbero determinare un' infezione anche a distanza di anni dall' ingrandimento del seno.
Cosa succede in caso di infezione
Normalmente la presenza di un' infezione estesa alla cavità che contiene la protesi mammaria comporta un intervento chirurgico di rimozione della protesi stessa, seguito da un periodo di attesa di diversi mesi prima di poter impiantare una nuova protesi mammaria.
Potenziali costi aggiuntivi
L' infezione comporta le spese di due interventi chirugici (rimozione e reimpianto della nuova protesi), più il costo della nuova protesi. Pochi chirurghi includono questi costi potenziali in quello dell' intervento primario.
Ematoma
Un ematoma è una raccolta di sangue all' interno dello spazio che contiene la protesi mammaria, conseguente a sanguinamento postoperatorio. Normalmente un ematoma può verificarsi nelle prime ore dopo una mastoplastica additiva o, più raramente, a distanza di giorni, ed il rischio relativo è inferiore all' 1%.
Cosa succede in caso di ematoma
Un ematoma nelle prime ore dopo la mastoplastica additiva comporta normalmente il ritorno in sala operatoria per un intervento di drenaggio. Se l' ematoma è di piccole dimensioni e/o si verifica a distanza di giorni dalla mastoplastica può normalmente essere trattato in maniera conservativa, lasciando che venga riassorbito spontaneamente. Diversi studi hanno associato l' ematoma ad un aumentato rischio di contrattura capsulare e infezione.
Potenziali costi aggiuntivi
L' ematoma comporta normalmente le spese relative all' intervento chirurgico di drenaggio, variabili in base al tipo di struttura dove si è effettuata la mastoplastica additiva. Se la mastoplastica additiva era stata programmata in day hospital senza ricovero, è di norma necessario aggiungere il costo di una notte di ricovero.
Malposizione o rotazione delle protesi mammarie
Le protesi mammarie possono ruotare all' interno della loro tasca, o anche spostarsi lentamente nel tempo per effetto dell' azione del muscolo pettorale, se posizionate in posizione sottomuscolare. Il rischio legato alla rotazione è specifico delle protesi mammarie anatomiche o 'a goccia', la cui forma asimmetrica comporta modifiche della forma del seno in caso di spostamento. La malposizione delle protesi si verifica più comunemente con l' inserimento delle protesi in posizione sottomuscolare per via ascellare.
Cosa succede in caso di malposizione/rotazione della protesi
La posizione delle protesi può essere modificata con un nuovo intervento chirurgico, ma la correzione può a volte risultare solo temporanea (la rotazione può recidivare) o incompleta (nel caso di spostamento dovuto all' azione muscolare).
Potenziali costi aggiuntivi
Il costo dell' intervento di correzione dovrebbe essere leggermente inferiore al costo della mastoplastica additiva iniziale, e solo in pochi casi viene incluso nelle coperture fornite con l' intervento principale.
Insoddisfazione
Il rischio di insoddisfazione è principalmente legato al risultato ottenuto in termini di taglia del seno e forma delle mammelle. Scegliere un chirurgo esperto e discutere tutti gli aspetti dell' intervento riduce grandemente ma non elimina completamente il rischio di restare insoddisfatte dopo la mastoplastica additiva. In studi recenti circa il 5% delle pazienti ha richiesto una modifica della misura delle protesi (generalmente un incremento di taglia) nei primi quattro anni dopo l' ingrandimento del seno.
Cosa succede in caso di insoddisfazione
In caso di insoddisfazione per la taglia raggiunta con la mastoplastica additiva, il risultato va discusso con il proprio chirurgo. In alcuni casi è possibile effettuare una seconda mastoplastica additiva per un ulteriore incremento di volume, ma non è mai possibile garantire una specifica misura di reggiseno. In alcune pazienti la ptosi mammaria (mammelle troppo basse) diviene più evidente dopo l' ingrandimento del seno. Poichè la mastoplastica additiva non corregge la ptosi mammaria, questo aspetto va assolutamente discusso prima dell' intervento, associando, se necessario, una mastopessi all' ingradimento del seno.
Potenziali costi aggiuntivi
I costi sono legati agli interventi che verranno effettuati. Di norma non sono mai compresi nel costo della mastoplastica additiva iniziale.
Rischi per l' allattamento al seno
Il rischio di problemi per l' allattamento al seno dopo mastoplastica additiva (impossibilità completa di allattare al seno o riduzione della quantità di latte prodotta) è normalmente del 5-6%. L' utilizzo dell' incisione periareolare per l' inserimento delle protesi mammarie comporta un aumento di questo rischio.
Dolore persistente
La presenza di protesi mammarie può determinare dolore persistente di intensità e durata variabile anche a distanza di anni dalla mastoplastica additiva. Normalmente il dolore può essere controllato con brevi cicli di trattamento con farmaci antinfiammatorii.
Alterazioni della sensibilità
Alterazioni temporanee della sensibilità dei capezzoli sono normali dopo una mastoplastica additiva, e si verificano praticamente nella totalità dei casi. La sensibilità dei capezzoli può essere aumentata o ridotta per un periodo variabile da alcuni mesi ad un anno dopo l' ingrandimento del seno. Assai raramente la riduzione di sensibilità può essere permanente, e ad essa può associarsi la perdita della capacità erettile del capezzolo.
Cicatrizzazione ipertrofica
Di norma assai rara, la formazione di cicatrici ipertrofiche o cheloidee dopo mastoplastica additiva può richiedere il trattamento con infiltrazioni locali di corticosteroidi. Va notato che la qualità finale di una cicatrice dipende principalmente dal tipo di pelle della paziente, più che dall' operato del chirurgo. Complicanze infettive possono ritardare la guarigione e peggiorare la qualità della cicatrice.
Interferenza con la mammografia
Le protesi mammarie non sono radiotrasparenti e possono mascherare parte del tessuto mammario alla mammografia. Questo potrebbe rendere più difficile il riconoscimento precoce del cancro al seno. La maggior parte degli studi scientifici, tuttavia, ha evidenziato come la presenza di protesi mammarie non ritardi normalmente l' identificazione del cancro al seno e non ne alteri in maniera sfavorevole il decorso. Quando si esegue una mammografia dopo una mastoplastica additiva è comunque necessario avvisare il radiologo della presenza di protesi mammarie, che, sebbene assai raramente, possono essere danneggiate dalla procedura.
Visibilità delle protesi, Rippling
Anche nel caso di mastoplastiche additive perfettamente eseguite, le protesi mammarie possono diventare maggiormente visibili con il tempo, per effetto del naturale invecchiamento dei tessuti o di altri fattori concomitanti (ad esempio perdite di peso, gravidanze ed allattamento al seno, trattamento con farmaci cortisonici). Nel caso di pelle particolarmente sottile, è spesso possibile notare alcune irregolarità ed ondulazioni cutanee, comunemente definite con il termine inglese rippling. In molti casi guadagnare peso corregge almeno in parte il problema, ma a volte è necessario ricorrere ad interventi di mastopessi associati alla sostituzione delle protesi con altre di volume inferiore.
Link utili
Costo della mastoplastica additiva e garanzie incluse
Informazioni sulla mastoplastica additiva
Data di prima pubblicazione di questo articolo: Dicembre
2006
Ultimo aggiornamento: Ottobre 2007
